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ANALOGIAS - Capri

Author // Salvino Campos

INVITO
RASSEGNA STAMPA

Le strade, la gente, i volti, la povertà e l’allegria, la giovinezza, le rughe, i capelli bianchi e i bambini inconsapevoli, i capelli neri, la pelle, quasi l’odore delle persone: nelle fotografie di Salvino Campos c’è tutto quello che la fotografia può consegnarci della vita: il suo svolgersi incessante, la consapevolezza che nonostante tutto sembri contrapporsi alla gioia c’è sempre qualcuno che ride, o che sorride, e non sono solo i bambini.

Quello che chiediamo alla fotografia, in cambio dell’accettazione verso il suo registrare autoritariamente un frammento di tempo, è di regalarci nuovi occhi, che possano guardare e vedere quel che noi, per pigrizia o mancanza di tempo, di curiosità, o solo per distanza fisica, non percepiamo più. Per noi il mondo è già dato, visto, conosciuto (noioso?) per Salvino Campos è invece divertente, pieno di vita, di corpi, è immensamente vario e interessante, tanto vario che, per arginare questa dispersione, ricuce quel che è distante - immensamente distante: migliaia di chilometri - scompaginando le carte, mettendo alla prova la nostra acutezza visiva, e mentale.

Le “analogie”, un termine che solleva turbini di dubbio e diffidenza, sono in realtà, per Campos, una prova di abilità e, se si vuole, di umanità: i volti, le posture, gli sguardi e i sorrisi sono gli stessi a Napoli come all'Habana, a Bahia come a New York. Distinguere i luoghi dove sono stati realizzati gli scatti è spesso impossibile, ma ogni errore apre una finestra sul mondo.

I passi che hanno condotto Campos in quei luoghi hanno percorso, lo dice lui stesso, direzioni sconosciute ai tour-operator, si sono addentrati in luoghi dove troppo spesso le fotografie diventano “documentarie”, quasi a testimoniare lo scarto irreversibile che separa queste vite dalla “vita normale”, mentre le sue conservano quella stupita meraviglia di fronte al rinnovarsi incessante della differenza, alla ripetizione senza fine della diversità, guardandole senti quasi le voci che circondano chi fotografa e chi e fotografato, voci di incoraggiamento, di sberleffo, di approvazione...

La simpatia che Campos prova per i suoi soggetti è contagiosa, ci incuriosisce la vita di queste persone, uomini e donne, giovani e giovanissimi, bambini e anziani, ognuno di loro ha qualcosa che vorremmo sapere, non fosse altro che il nome, o il tipo di lavoro, chi li aspetta a casa e cosa si aspettano dalla vita. Ci incuriosiscono anche perché, spesso, stanno al centro dell'immagine in modo quasi regale, soli o in gruppo campeggiano come eroi al centro di un bassorilievo. E questo “taglio” statuario che depura queste fotografie da ogni ambiguità etnica o folcloristica, le trasporta su un piano di consonanza ideale tra operatore e soggetto, quasi che, nella multiforme identità di queste persone, il fotografo stia consapevolmente tracciando una propria biografia emotiva.

Anche il bianco e nero, e le infinite sfumature con cui è dosato questo rapporto, diventa strumento di conoscenza e di partecipazione. Per sottolineare tutto questo sembra quasi indispensabile liberarsi da seduzione cromatica, come se la presenza del colore potesse distrarre da questa comunanza di umanità e di speranze, prende corpo così un bianco e nero che accarezza i volti e i vestiti, un bianco mai stridente e un nero dalla morbida profondità che segnano e incorni-ciano, sottolineano e addolciscono gli sguardi severi, i sorrisi troppo sfrontati, l’imbarazzo e la vanità.

Non c’è in queste immagini nessuna distanza tra il “cosa” e il “come”, da tutte emerge prepotentemente la prevalenza del soggetto, la pienezza dello sguardo e la presenza incoercibile del corpo come portatore di significati; corpi vestiti, seminudi, in parte nascosti o sfocati dalla distanza ma sempre corpi come storie di vita, nei quali i vestiti, la postura, la gestualità diventano i marcatori di un paesaggio umano, rafforzano o contraddicono quel che i volti esprimono e rendono più complesse le nostre reazioni.

Lo sguardo apparentemente cosi “spontaneo” di Campos ci appare, man mano che procediamo nella “lettura” di queste immagini, invece ben più meditato e riflessivo. La ripresa del reale e finalizzata a una decifrazione del mondo, o di una società, se vogliamo ancorarci ad una storicità che risuona flebile e lontana per scelta, attraverso un mosaico di corpi e di gesti, quasi che, anche nell'atteggiamento più ritroso, non sia possibile impedire al fotografo di cogliere i segnali di una vitalità necessaria. E la vitalità che esprimono i bambini, nella corsa, nel gioco, nei sorrisi; quella delle mamme e dei padri, la vitalità delle coppie e degli uomini e donne che si espongono, la vitalità di memoria e presente degli anziani.

La conferma di questa focalizzazione sul corpo come portatore unico di storia sta proprio nelle riprese a campo largo, che non sono mai riprese di “luoghi” ma stanno come sfondi misteriosi e indecifrabili. Una stradina stretta, un brano di muro scrostato, I’oscurità di un interno o l’indefinita geometria di una spiaggia o di un orizzonte marino non ci dicono nulla di più sulla città, sul paese in cui e stata scattata la fotografia, anzi ci fanno sentire ancora più indispensabile la presenza umana che, sola, ne giustifica l’esistenza. Anche nell’unico caso in cui un manufatto domina l’immagine non possiamo esimerci dal cercare intorno ad esso le tracce di un’esistenza, tanto forte e il richiamo che esso fa di vite vissute e svanite.

Da queste immagini emergono cosi le vite, la molteplicità delle esistenze, come contraltare alla “Vita” come concetto astratto, che Campos insegue per ritrovarne in ogni paese il senso e il valore.


ANGELA TECCE

 

 

con il sostegno di:

 

Location

Museo della Certosa di San Giacomo
28 giugno – 7 agosto 2003

Certosa di San Giacomo
Via Certosa
Capri (Napoli)


Info

Mostra a cura di
Maurizio Siniscalco

Pubblicazione a cura di
"Bottega d'Arte"
di Maurizio Siniscalco

Grazie
Antonio Albino, Jonathan Berry, Sergio Cappelli, Fiamma Capua, Chicca Citterio, Maia Confalone, Josef Czerw, Eugenia Del Balzo, Gian Lorenzo Ducci, Gigliola Federici, Dora lannuzzi, Celia Maria, Peppe Matarazzo, Moacir Medes, Anna Maria Palermo, Marek Pierog, Viki Romano, Giacomo Santucci, Terry Shaefer, Dino Trappetti, LucioTurchetta, Massimo Tucci

Link
> Salvino Campos
> Museo della Certosa di San Giacomo
> Città di Capri
> Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano
> Comune di Napoli