Maurizio Cannavacciuolo – Mostra Personale

Location

Galleria Siniscalco

Data
14 - 30 giugno 2013
Indirizzo
Via Carlo Poerio, 116
Napoli

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Fitte trame in bianco e nero lasciano spazio d’improvviso ad inserti a colori. Segni astratti, geometrici, floreali che nel dinamico fluire di linee curve quasi mai spezzate, diventano ora schemi decorativi ora frammenti figurativi di individui e brani architettonici assortiti su più piani di lettura che, come in un mosaico, narrano vicende cui dare forma a piacimento. Non sono mai state opere da uno sguardo e via, quelle di Maurizio Cannavacciuolo.
O forse sì, ma giusto quel tanto per sentirsi conquistati e decidere di soffermarsi. Senz’altro è il caso dei lavori di questa sua nuova personale a Napoli.

Un’occhiata al volo, serve quel tanto che basta per farsi agganciare, quindi tuffarsi a capofitto lasciandosi rapire dall’insieme di elementi; tutti in-put a spigolare da una tela all’altra o all’interno delle singole composizioni, tutti oli su tela di medio formato che Cannavacciuolo ha dipinto in collaborazione, per le parti a colori, con Cynthia Fico che ha agito d’improvvisazione su sollecitazione dello stesso artista in un lavoro dialettico con lui. Come in una jam session jazzistica. Un corpus di lavori di grande istintività, dunque, densi di riferimenti culturali frutto del ricco bagaglio personale dell’artista, e tutti da interpretare a cominciare dai titoli - “Ammore”, “Certains couples”, “Discos voadores”, “Esodo”, “Flattering” come tutti gli altri titoli dei 12 dipinti proposti -, già di per sé ingannevoli in pieno stile criptico tipico dell’artista. Complessi sistemi di segni, d’altra parte, sono pitture carismatiche: elaborate nello stile e nell’iconografia; composizioni intense, ricche di motivi decorativi che spaziano dalla tradizione europea a quella orientale.
Un vero coacervo di simboli e d’immagini che si compongono e si scompongono, spesso autoalimentandosi, in una girandola di brani pronti a diventarne altrettanti, singoli o tra loro intrecciati. In ogni caso associazioni d’idee vicine e lontane nel tempo che ciascuno, al pari dell’autore, può scrivere a suo piacimento; secondo l’emozione del momento per farne il suo puzzle personale. Opere da passare in rassegna per ore, insomma, o dalle quali allontanarsi in tutta fretta proprio come nel più bello dei sogni o nel peggiore degli incubi.
È solo questione di gusto e temperamento. Ma anche di quanta voglia si abbia di affrontare un bel viaggio surreale, di entrare e uscire dall’onirico, di abbandonarsi all’oscillazione tra reale e irreale, tra particolare e generale, tra bianco e nero e il colore alla scoperta dei messaggi che Cannavacciuolo si diverte a lanciare.
Vere e proprie trappole visive, i dipinti di Maurizio Cannavacciuolo avvolgono l’osservatore in maniera totalizzante, attirandolo in un gioco ironico ma a tratti anche crudele che l’artista conduce innanzitutto con se stesso, quindi con lo spettatore, quasi un passatempo che, volendo, si autoalimenta all’infinito senza mai perdere energia. Anzi, ricreandola.

PAOLA DE CIUCEIS

con il sostegno di

Info

Mostra a cura di
Maurizio Siniscalco

Coordinamento generale
Marco Polito

Cura redazionale
Marco Polito
Paparo editore

Catalogo
Paparo editore

Foto
Salvino Campos

Allestimento mostra
ArteAs
Józef Czerw

Ufficio stampa /info
ArteAs