Ernesto Tatafiore – LA CAPRI ESOTICA DI AXEL MUNTHE – Anacapri

Location

Villa San Michele di Axel Munthe

Data
29 giugno - 31 luglio 2013
Indirizzo
Viale Axel Munthe, 34
Anacapri (Napoli)

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È all’universo di un uomo incuriosito, dallo sguardo sottecchi, intenso e solo apparentemente timido dietro agli occhiali dalla montatura sottile, che ci possiamo abbandonare, se lo desideriamo. È un viaggio su una vecchia macchina di cartone, su superfici monocrome che solo apparentemente scorrono susseguendosi al di là dei finestrini, fino a formare un immobile paesaggio dell’interiorità e dello spirito. Ma universo di chi? Del dottor Axel Munthe? Anche.
In realtà ci muoviamo idealmente sull’impossibile piano di almeno due sguardi compenetrati e solo apparentemente sintonici, quello dell’artista e del suo vibrante soggetto che guarda. Sono due sguardi che, grazie alla forza dell’artista, condividono momentaneamente lo stesso asse visivo, entrambi sorpresi dall’affascinante varietà che si presenta loro davanti.
Perché Ernesto Tatafiore riesce, con un’azione forse presa dalla psicoanalisi o attraverso qualche rara ritualità sciamanica, nell’intento di piegare il tempo e lo spazio e fisicamente affacciarsi tra l’iride e la pupilla dell’altro, dal di dentro. Si apre un paesaggio interiore sonnecchiante, al contempo simbolico e metafisico, abitato da personaggi, cose, animali e frasi sparse come casualmente di passaggio in una Capri esotica, e ideale direi, di Axel Munthe.
Simile a un gioco di matriosche l’omaggio affettuoso passa di colore in colore. Dall’infante dentro al giovane saggio dentro al uomo passionario dentro al vecchio visionario dentro...

PETER COTTINO
Curatore della mostra

Curatore della mostra Il particolare e personale Pantheon che Tatafiore si è costruito (facendo convivere Robespierre e Marinetti, Lenin e Maradona, Mozart e Paul Klee) si arricchisce di un nuovo personaggio: quell’Axel Munthe che si stabilì in Anacapri come in una realtà “esotica”, lontana dalla fredda civiltà svedese, ma pronta ad accoglierlo grazie al suo amore per gli umili, per gli uccelli, i cani, le rovine dell’antica civiltà greco-romana.
Ovviamente l’Axel Munthe di Tatafiore è un personaggio che vive una nuova narrazione, poiché va ad inserirsi in un Pantheon diverso da quello del turismo culturale coltivato dai pittori di “soggetti storici” in ambito neoclassico. Tatafiore, pittore metastorico, svela il suo sogno di rileggere la storia (i personaggi storici) ripensandola nella sua folgorante manifestazione, in attesa di schiudersi al suo sguardo.
La sua ermeneutica deborda nella poesia, sospende la visione sull’abisso dell’immaginario, miniaturizza o espande la storia nel suo farsi e nel suo darsi come memoria, miraggio, desiderio. Ed è uno dei motivi per cui la sua pittura si accende improvvisamente di colori squillanti, accetta interferenze tra codici diversi: quello letterale della parola scritta, quello dei contenuti rielaborati nell'immagine che scaturisce dal confronto tra essi, aprendo un nuovo spazio alla metafora, all’enigma, al non senso della storiografia accademica.
Narratore di incontri incongrui e fantastici (ne fanno fede le sue “canzoni” musicate da Pasquale Scialò, dove si incontrano Paul Klee e Picasso, Robespierre e il Vesuvio) Tatafiore unisce ai viaggi del medico svedese una migrazione di pesci verso i faraglioni di Capri, l’eleganza stravagante della Casati alle acrobazie di inediti contesti visivi che trovano ragion d'essere in un codice simbolico estremamente personale, in un esibito e consapevole sfoggio di cultura psicoanalitica che può fornire chiavi di interpretazione delle iconografie e degli stilemi ricorrenti nei suoi lavori.
Se la pittura è ancora una disciplina in cui vige l’obbligo della rappresentazione, l’artista utilizza l’istantaneità bidimensionale senza intenti assertivi, in un groviglio metamorfico che esalta realtà e linguaggio.

MARIO FRANCO

con il patrocinio di

 

con il supporto di

Info

Mostra a cura di
Peter Cottino
Maurizio Siniscalco

Grazie
Alfredo Aloisi, Liv D’Avelio, Fiamma Ramirez Capua,
Sily Parisio, Ermanno Zanini

Catalogo
ArteAs

Cura redazionale
Marco Polito

Testi
Peter Cottino
Mario Franco

Organizzazione
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Allestimento mostra
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