Ernesto Tatafiore – ARIA DI CAPRI – Capri

Location

Certosa di San Giacomo

Data
28 maggio – 3 luglio 2016
Indirizzo
Via Certosa
Capri (Napoli)

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Incontro nel suo studio Ernesto Tatafiore, che mi accoglie amabilmente in compagnia delle inverosimili creature che popolano la sua peculiare e riconoscibile imagerie. Vicini, e quasi costretti a guardarsi, ci sono Masaniello e Ulisse, Penelope e Robespierre, l’autoritratto, un vecchio barbato e i corpi femminili risplendenti negli ori e nei colori del sole, a seno nudo (a tal proposito è stato notato che «sempre, i capezzoli delle donne sono piccoli fiori»). E poi i pesci e gli oggetti d’uso quotidiano, i panorami improbabili come l’immaginario circuito automobilistico Capri - Anacapri, la strada cosparsa di fiori sulla quale sfrecciano le vetture sportive.

Sono tutti protagonisti di storie e mondi diversi per le situazioni che li caratterizzano, e distanti nel tempo, ma in quello spazio convivono e si raccontano colloquiando sottovoce: è un vero piacere Fumar al mar, sembra dire dalla tela il giovane con la fluente chioma simile a un Vesuvio capovolto…

Le opere create per questa nuova esposizione narrano tutte (o quasi) fatti di terra e di mare, temi che ben si adattano a quel gioiello di storia e di arte che è la Certosa di San Giacomo, con la candida mole protesa sul mare, sospesa tra cielo e terra. All’interno dell’ex Canonica si snodano le varie storie, recuperate dalle pagine consunte di libri desueti e rari o riprese dai proverbi, dalle massime e dai racconti popolari, ascoltati per caso dalla voce della gente comune e rimasti impigliati nella memoria, poi trasformati in immagini, nel corso dell’intensa vita personale e artistica. E l’aria di Capri sembra aver stimolato particolarmente la faconda vena narrativa del nostro.

I protagonisti dei suoi racconti, personaggi della storia, della letteratura e dell’arte, o eroi creati dalla fantasia popolare, sono presentati, come di consueto, fuori contesto e immersi in una dimensione ludica, irreale, che diventa paradosso, utopia e spazio narrativo personale, sottolineato anche dall’inserimento, nei disegni e nei dipinti, di «oggetti-giocattolo in miniatura» come barchette e parole, pesci, lune, triangoli e altri piccoli amusement, che rappresentano la libertà di concedersi altrettante, indovinate, licenze poetiche.

Ulisse, che solcò tutti i mari per amore della conoscenza è con Penelope, di ritorno dai suoi viaggi, e nel profondo del mare, dove s’imbatte nel pesce meccanico, enorme e minaccioso, ma non è dato sapere se dal mostro sarà ingoiato insieme alla barca, e se ne uscirà rinnovato e rinvigorito, come Giona, o se, come lo scapestrato Pinocchio, sarà pronto a una nuova e più saggia condotta.

Se vuoi essere felice impara a pescare raccomanda la figura maschile in toga nera, personificazione di un saggio o di un profeta, con tanto di cartiglio.

E di certo non poteva mancare Masaniello che esibisce un sanpietro appena, di cui ci racconta la storia. La strana creatura del mare con il brutto muso e gli aculei colorati sul dorso simili ad ali deve il suo nome alla leggenda popolare: la macchia scura che ha tra dorso e ventre sarebbe infatti l’impronta della mano di San Pietro quando lo pescò.

Aetatis suae è l’autoritratto in cui, con un pizzico di civetteria, si rappresenta in redingote e calzamaglia: l’opera è come una firma d’artista e conclude simbolicamente il racconto presentato in mostra, che ancora una volta conferma la vocazione di Ernesto Tatafiore a proporsi come un moderno cantastorie, un narratore colto e avvincente, sempre in bilico tra ironia e serietà.

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Info

Mostra a cura di
Maurizio Siniscalco

Organizzazione
> ArteAs
> Polo museale della Campania

Coordinamento Tecnico-Scientifico
Patrizia Di Maggio

 Coordinamento e cura redazionale
Marco Polito

Catalogo
iemme edizioni, Napoli

Allestimento
Józef Czerw

Con il patrocinio di
> Città di Capri
> Comune di Anacapri
> Accademia di Belle Arti di Napoli
> Fondazione Axel Munthe – Villa San Michele
> Femptec – Fundação de Gestão de Projetos, Rio de Janeiro
> UERJ – Universidade do Estado do Rio de Janeiro

 ufficio stampa / info
> ArteAs
> Polo museale regionale della Campania